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Avventure agrodolci

avventure agrodolci

L’altro giorno gironzolando tra gli scaffali nel nuovo Feltrinelli store della mia città (evviva!) ho visto, e subito comprato, il libro Avventure agrodolci – Vizi e virtù del sottobosco culinario di Anthony Bourdain (edito in Italia da Feltrinelli, io ho preso la versione pubblicata nella collana Universale Economia Feltrinelli che costa 9 euro). Lui mi piace, molto. Adoro la sua presunzione da stellato (ormai ex) chef newyorchese e la cultura culinaria che sfoggia nelle trasmissioni tv, con fare da personaggio tarantiniano e sorriso smaliziato. In Avventure agrodolci sono raccolti articoli e testi brevi comparsi in riviste e giornali, dove Bourdain parla di fast food, “sindrome del lavapiatti”, Las Vegas con i suoi cuochi e la loro cucina, correnti di pensiero tra chef che si dividono in “crip” o “blood”, di come i latinoamericani siano (secondo lui) la vera spina dorsale della ristorazione americana, del diobenedica sushi e sashimi, di ironiche opinioni sul fenomeno delle invasioni in tv di sui colleghi chef diventati celebrità e del fatto che almeno servono a far mangiare un po’ meglio le persone spingendole a cucinare, degli anni ottanta (bei tempi! come dice Bourdain), dei libri e degli scrittori che ama – primo fra tutti Orwell che fece esperienza a Parigi come lavapiatti –, della Cina e del loro entusiasmo per cibo e cucina, del johnny cake, del miglior dannato Martini del pianeta fatto da Dale de Groff, dei crimini da ristorante di alcune catene di steakhouse londinesi, di New Orleans e dei consigli su cosa e dove mangiare piatti favolosi, di coda di scorpione tra i denti, di antiche birrerie ad Hanoi, del Sushi Samba di NY con caipirinha e musica brasiliana per poi volare davvero in terra carioca, e poi aneddoti, curiosità, indirizzi…

Avventure agrodolci è diviso in sei capitoli:
• SALATO
• DOLCE
• ASPRO
• AMARO
• UMAMI
• UN TOCCO DI FINZIONE
più dei brevi commenti agli articoli scritti dall’autore a mo’ di postilla-intro.

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In particolar modo mi piacciono due articoli di Avventure agrodolci. Il primo è – ovviamente – La mia Manhattan, una breve guida culinaria di NY. Chi meglio di un newyorchese come lui sa dirti dove andare a fare colazione o follie notturne? Mi piace vivere nella città dove sono ambientati molti dei miei film preferiti […] e […] poi ci sono suoni, luoghi, sapori e odori che comincio a desiderare ardentemente, dopo aver mangiato per tre o quattro settimane teste di pesci e riso. Ma mi colpisce – e affonda – quando dice che a NY si vanno a mangiare cose che solo a NY sanno fare! Come la colazione eterea a base di uova strapazzate con cipolle scure e caramellate, salmone, bagel e panini schiacciati alle cipolle da Barney Greengrass, anche se il caffè è appena decente e i camerieri indifferenti! Una copia del New York Times della domenica e il sandwich pastrami, accompagnato da una Dr. Brown’s Cream Soda sono un’immagine vera di questa città che solo uno come LUI sa dare. L’articolo continua con consigli su dove mangiare la pizza e l’immancabile sushi da Yasuda, con l’omakase (il menu decidi tu). Poi uno dei cibi americani per eccellenza: l’hot dog, mangiato allo Yankee Stadium accompagnato con birra, purché gli Yankees vincano oppure da Papaya King, ma qui niente ketchup perché vi uccidono, cavolo! Anche se l’esperienza clou, a NY è il takeway cinese mangiato direttamente con le bacchette e nel box bianco come nei film e telefilm americani…

L’altro bel pezzo di Avventure agrodolci è Quando la cucina chiude i battenti (spegnete quella luce, spegnete quella luce). […] non ci sarà per caso anche una connessione diretta tra il cibo e la musica? Malodicevoio! Inoltre, si chiede Bourdain, la musica è una fonte d’ispirazione o semplice piacere? Continua, poi, parlando dei piatti che cucinava associati a certe canzoni, così come cambiava il genere da ascoltare nelle varie fasi della sua giornata di cuoco. I Depeche Mode, il pop messicano, i Clash e gli amatissimi Ramones vs Billy Joel (chi lo ascolta è licenziato!).

Insomma, questo libro mi ha stupita e mi piace definirlo “particolare”, da leggere. Soprattutto perché in Avventure agrodolci la penna si rispecchia nella personalità un po’ punk e “maledetta” di Bourdein. Leggere questo collage di pensieri, doppiato nella mia mente dalla stupenda voce di Matteo Trombini come in tv, è stata una bella esperienza e lo consiglio (non solo ai suoi fan televisivi). Ma il libro di uno chef senza ricette? Avventure agrodolci è altro… altro vino, altro sushi […]

Da non dimenticare per chi ama viaggiare la regola numero tre: quando vedi un bar fetente, gremito di gente del posto, che si sta divertendo, entra, siediti e incomincia a bere.

Cose utili da sapere…
Anthony Bourdain
Avventure agrodolci – Vizi e virtù del sottobosco culinario (titolo originale The Nasty Bits)
Universale Economica Feltrinelli (prima edizione 2008; prima edizione in Traveller 2006)
300 pagine
9 euro (anche meno su Amazon); 5,99 euro l’ebook su iTunes store (per i dispositivi Mac) e Amazon (Kindle)

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