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Le ricette di chiccacook

A Ferrara per i cappellacci alla zucca

LA CITTÀ DEGLI ESTENSI HA UNA GASTRONOMIA LOCALE RICCA E VARIEGATA, UNA BUONA TAVOLA DA SCOPRIRE ASSAGGIO DOPO ASSAGGIO

Ferrara, culla e dimora degli Estensi, città ricca e raffinata del Rinascimento, vanta una tradizione culinaria di tutto rispetto. La buona tavola a corte era importante e anche oggi non è da meno…siamo in Emilia Romagna che aspettarsi!

Perfetta per un week-end, le vacanze estive e non solo, se vi siete innamoranti follemente e vi è venuta voglia di trasferirsi a vivere in città si può acquistare casa a Ferrara e scoprirla giorno dopo giorno, assaggio dopo assaggio…

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Tra le bontà che si possono gustare nei ristoranti e nelle case di Ferrara, i cappellacci alla zucca sono un’amorevole coccola per il palato di un(a) buongustaio(a). Riconosciuti IGP, qui li chiamano caplàz, hanno una storia antica fatta di sfide per la paternità, libri del 1500 in cui compare la ricetta originale e sfoglie tirate a mano per secoli da mani sapienti.

Nello scrigno di sfoglia c’è un ripieno agrodolce che oggi è fatto di zucca violina, uova, parmigiano, sale, pepe nero e noce moscata; alla corte d’Este si usava mettere anche cannella e zenzero, le spezie erano di moda tra gli aristocratici. Direttamente da un prezioso taccuino ferrarese ecco la ricetta dei cappellacci alla zucca.

INGREDIENTS icon chiccacook - A Ferrara per i cappellacci alla zucca

INGREDIENTI

Ingredienti per 4 persone: per la pasta 4 uova, 400 grammi di farina; per il ripieno 600 grammi di zucca violina pulita, 200 grammi di parmigiano grattugiato, sale qb, pepe nero qb, noce moscata qb; per il condimento 300 grammi di ragù di carne.

DIRECTIONS icon chiccacook - A Ferrara per i cappellacci alla zucca

PREPARAZIONE

Si parte dalla sfoglia, setaccia e disponi a fontana la farina su una spianatoia, versa le uova al centro e sbattile con la forchetta, partendo dall’interno, incorpora sempre più farina raccogliendola dai bordi. Quando diventa un composto grossolano inizia a lavorare con le mani. Lavoralo energicamente per 10 minuti, alla fine la pasta deve risultare liscia e compatta. Forma una panetto, copri con un canovaccio o della pellicola trasparente, lascia riposare il panetto per almeno 30 minuti in un luogo fresco e asciutto.

Nel frattempo per il ripieno pulisci la zucca e ricavane 600 grammi, tagliala a cubetti, disponila su una teglia e cuoci al forno per circa 30 minuti. Frulla e passa al setaccio la polpa della zucca raccogliendola in una ciotola, unisci il parmigiano, un pizzico di sale e pepe nero, una grattugiata abbondante di noce moscata. Mescola e tieni da parte.

Tira la sfoglia, stendi la pasta con il matterello sulla spianatoia leggermente infarinata, parti dal centro verso i lati e continua ad allargare il cerchio spolverando con un po’ di farina. Lo spessore deve essere poco meno di un millimetro. Ricava dei quadretti di circa 7 centimetri e versa al centro circa un cucchiaino di ripieno alla zucca, ripiega i due angoli in modo da formare un triangolo, salda bene i lati e poi unisci gli angoli opposti, saldando bene con le dita anche questi dando la tipica forma a “tortellino”. I primi non saranno perfetti come quelli ferraresi, è vero, ma con un po’ di esercizio anche i nostri cappellacci saranno degni della corte d’Este.

Cuoci i cappellacci alla zucca in abbondante acqua salata bollente per cinque minuti, dopodiché condisci con il ragù, oppure semplicemente con burro e salvia.

Dopo aver gustato un’abbondante porzione di cappellacci alla zucca, assaggiato magari anche un pasticcio di maccheroni alla ferrarese, una coppia ferrarese IGP, il tipico pane dalla forma insolita, un po’ di salama da sugo, voglia di dolce? Una torta Tenerina o un po’ di Pampapato IGP nel periodo natalizio (e non solo), soddisferanno tutte le nostre voglie.

Per smaltire un po’ non resta che passeggiare nell’affascinante centro storico di Ferrara, Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco, mirabile esempio di città rinascimentale ancora perfettamente conservata. Con un po’ di fantasia si può rivivere la magnificenza della Corte estense che dal XIII al XVI secolo fece della città emiliana una delle capitali della cultura rinascimentale. Il punto di partenza potrebbe essere il Castello Estense, simbolo della città, antica fortezza militare a pianta quadrata con quattro torri difensive e circondato da un fossato. Poi la Cattedrale di San Giorgio Martire e il Palazzo Municipale, con la piazza omonima piena di bar e negozietti. Da vedere anche importanti edifici come il Palazzo Schifanoia con il Museo Civico, destinato originariamente solo alla rappresentanza e allo svago, via delle Volte, Corso Ercole I d’Este e il Palazzo dei Diamanti, naso in sù per la Rotonda Foschini. E poi perdersi nei vicoli e guardare le vetrine dei maestri artigiani, in particolare della ceramica e dei pasticceri ferraresi.

C’è molto altro da scoprire a Ferrara, arte, storia, buona tavola… prepariamo la valigia!

In collaborazione con ferraracase.it
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