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Le ricette di chiccacook

Mosaici e piadina romagnola a Ravenna

Città d’arte e cultura, meraviglie di inestimabile valore, mosaici che incantano e una cucina tutta da gustare

Tre volte capitale di tre diversi imperi, un tesoro storico e artistico raro, mosaici che lasciano a bocca aperta, Ravenna è unica. Se a questo si aggiunge che si mangia bene (sì, ovvio, siamo in Romagna) vien voglia di non andare più via!

Se dopo averci passato un week-end o le vacanze estive vi è venuta voglia di trasferirvi in città si può acquistare casa a Ravenna e viverla con calma, sia nelle bellezze sia a tavola.

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La piadina romagnola è probabilmente uno dei cibi più famosi del luogo, quella dei chioschetti è inimitabile, profumata, friabile, ripiena di ogni squisitezze, preparata al momento e mangiata subito, entro tre minuti, ecco il vero street food. Fatta con farina di grano tenero, acqua, grassi, sale e alcuni ingredienti opzionali, così come è scritto sul disciplinare IGP, può avere dimensioni diverse ed è cotta su piastre di vario materiale.

INGREDIENTS icon chiccacook - Mosaici e piadina romagnola a Ravenna

INGREDIENTI

A Ravenna la piadina è un po’ più spessa e con un po’ più strutto del resto della regione, per prepararne a casa sei ecco la ricetta: 500 grammi di farina di grano tenero, 250 ml di acqua tiepida, 100 grammi di strutto, 15 grammi di sale, un cucchiaino di bicarbonato.

DIRECTIONS icon chiccacook - Mosaici e piadina romagnola a Ravenna

PREPARAZIONE

In una ciotola versa la farina, insieme al sale e al bicarbonato. Fai la fontana al centro e aggiungi lo strutto, inizia a impastare aggiungendo un po’ alla volta l’acqua tiepida. Continua fino a ottenere un impasto liscio e omogeneo. Forma un panetto e copri con un canovaccio o della pellicola trasparente, lascia riposare a temperatura ambiente per almeno 30 minuti, in un luogo fresco e asciutto.

Trascorsa la mezzora dividi il panetto in sei parti uguali di circa 150 grammi l’uno, stendi le piadine con il matterello su una spianatoia leggermente infarinata, parti dal centro verso i lati e continua ad allargare il cerchio fino ad avere uno spessore di circa 4-5 millimetri, a Ravenna come dicevo si usa più alta, e larghezza 20-25 centimetri.

Fai scaldare sul fornello una padella possibilmente di ghisa, altrimenti a casa ci accontenteremo di un’antiaderente, cuoci le piadine due minuti per lato, si formeranno le classiche bolle e inizieremo ad avere fame dalla gioia.

Farcisci la piada romagnola con squacquerone o stracchino, ricotta, mozzarella, accompagnati da prosciutto crudo o cotto, salame, schiacciata piccante, mortadella, poi rucola condita con un po’ di olio extra vergine d’oliva e un pizzico di sale, verdure grigliate, oppure Nutella, o ancora di tutto e di più. Cibo semplice, diventata un’icona del made in Italy e conosciuta in tutto il mondo, la piadina romagnola è semplice da preparare in casa, perché mangiare quella industriale?

 

Dopo una scorpacciata di piadina romagnola serve un giro a piedi o in bici nel cuore del centro storico di Ravenna. Gli otto monumenti Paleocristiani della città sono Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco. Il Mausoleo di Galla Placidia, semplice all’esterno, mentre il mosaico che lo ricopre all’interno è semplicemente magico, la volta della cupola con il cielo notturno stellato incanta. Entrati nella Basilica di San Vitale, uno dei massimi esempi di arte paleocristiana, a pianta ottagonale, ci sono il labirinto dell’anima sul pavimento e i celebri mosaici, tra cui quello di Teodora. Nel Battistero Neoniano, sono splendidi la cupola, i mosaici colorati e gli ornamenti simbolici, al centro c’è una vasca ottagonale di marmo del V secolo, nel Battistero degli Ariani la cupola è rivestita di mosaici fondo oro con il Battesimo di Gesù. Nella Basilica di Sant’Apollinare Nuovo c’è il più grande ciclo di mosaici al mondo, diviso in tre fasce, mentre nella Cappella Arcivescovile spicca il mosaico del Cristo Guerriero.

Fuori dal centro storico di Ravenna ci sono il Mausoleo di Teodorico, massiccio e costruito con blocchi di pietra d’Istria, la luce filtra dalle finestre piccole che illumina la vasca rossa del piano superiore, in cui una volta erano custoditi i resti del re e Sant’Apollinare in Classe, imponente e maestosa, l’interno è coperto di mosaici a tema religioso, all’esterno ci sono dei sarcofagi scolpiti.

Dante è sepolto a Ravenna, qui il Sommo Poeta morì durante il suo esilio e le sue spoglie sono ancora nella Tomba di Dante, illuminata da lampada che arde perennemente, alimentata con olio extra vergine d’oliva toscano che viene donato dalla città di Firenze ogni anno. È un piacere passeggiare per Piazza del Popolo e le viuzze del centro storico, fermandosi nei bar o nei ristoranti per assaggiare e scoprire le tante specialità locali, la cucina di Ravenna saprà ingolosirvi.

IN COLLABORAZIONE CON FERRARACASE.IT
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