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Le ricette di chiccacook

Come scegliere lo champagne giusto per festeggiare al meglio

UN PO’ DI CONSIGLI PER RIUSCIRE A DECIFRARE L’ETICHETTA E SERVIRE AL MEGLIO UNA PREZIOSA BOTTIGLIA DI BOLLICINE

Regalare (e regalarsi) una bottiglia di vino per Natale è sempre una buona idea. Bianco, rosso, rosé, che gusti avrà? La soluzione al nostro dilemma possono essere le bollicine, che non deludono mai, piacciono a tutti e comunicano un senso di festa. Il brindisi almeno a Natale e Capodanno è d’obbligo, con uno champagne poi…

Come orientarsi per scegliere bene? Per acquistare una buona bottiglia di champagne direi che conoscere un po’ di teoria sarebbe ideale. Già riuscire a decifrare l’etichetta al momento dell’acquisto è un grosso passo. Leggeremo brut, sec, extra dry, blanc de blancs, blancs de noirs, cru, cuvée, millesimato… quindi o ci affidiamo alla sorte o facciamo chiarezza una volta per tutte e studiamo l’argomento. Ci viene in aiuto il sito migliorchampagne.it, dove ho trovato una guida sull’argomento esaustiva e una selezione dei migliori champagne molto interessante.

I prezzi variano da 50 euro a circa 300 euro, una cifra tutto sommato giusta per quello che si sta bevendo, non salendo oltre perché lo champagne – come specificato sul sito – non si associ solo all’élite, ma a un piacere che possiamo gustare tutti. E mi trovo perfettamente d’accordo con loro. Ci sono dal miglior champagne economico, fino a 50 euro, a bottiglie di 300 euro, per tutte le tasche. Il Dom Pérignon Rosé 2005 è già sulla letterina di Babbo Natale.

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Ora che sappiamo cosa comprare vediamo come servire al meglio una preziosa bottiglia di champagne. Partiamo da come stapparla. Va tolta la gabbietta, tenendo il pollice sul tappo per sicurezza. Poi con una mano si tiene il fondo della bottiglia e con l’altra si stringe il tappo, piano piano si inizia a ruotarlo, fino a quando si allenta, infine va sfilato con delicatezza. Aggiungerei con classe, il salto del tappo in Formula 1 va bene, nel salotto di casa no!

Vediamo a che temperatura servire lo champagne. Un po’ di numeri: dopo tre ore in frigo la bottiglia chiusa raggiunge i 4-6 °C, versato sale a 7-8 °C, dopo qualche secondo è già a 11-12 °C, la giusta temperatura dicono gli esperti. Nel secchiello, riempito a metà con parti uguali di ghiaccio e acqua, il nostro champagne si conserverà in maniera ottimale dopo l’uscita dal frigorifero.

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Parliamo anche del bicchiere. La più usata è la flûte, stretta e lunga, ci regala lo spettacolo delle catenelle di bollicine che salgono in verticale. In molti ultimamente usano il calice a tulipano perché migliora la degustazione, stretto sotto per catturare le bollicine, più largo al centro per ossigenare lo champagne e che si richiude leggermente. Flûte o tulipano, l’importante è che i bicchieri siano riempiti lentamente in modo da evitare la schiuma, fino i due terzi.

Champagne solo per brindare? Le bollicine vanno bene sempre perché sanno accompagnare perfettamente l’aperitivo, l’antipasto e altre portate. Per stupire si può servire lo champagne con un fritto delicato a base di pesce, con ostriche e altri frutti di mare gratinati, carpaccio e tartare di carne e pesce, piatti con note esotiche di spezie, sushi. È perfetto con tanti piatti perché accompagna senza prevaricare il gusto.

Ora non resta che scegliere uno champagne, regalarlo oppure stappare e bere. Lasciamoci guidare dal gusto personale, ma saperne riconoscere le particolarità ci aiuterà ad abbinarlo alla circostanza, alle persone con cui vogliamo degustarlo o donarlo.

Buon perlage a tutti!

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